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martedì 4 ottobre 2011

Miti da sfatare (quarta parte)

di Patrick McCarthy
traduzione dall'originale inglese di: Marco Forti
Questa traduzione è stata autorizzata dall'autore (la riproduzione di questo testo è consentita solo con il consenso scritto dell'autore)


...continua dai post precedenti ...

CHI HA ACCREDITATO I PRIMI PIONIERI DEL KARATE?
Erano Samurai? E che criteri vennero utilizzati per l’accreditamento?


Fu il DNBK ad accreditare i pionieri del Karate come Funakoshi Gichin e Funakoshi Yoshitaka [Shotokan], Miyagi Chojun, Higa Seiko, Shinzato Jin'an, Yagi Meitoku [Goju Ryu], Mabuni Kenwa [Shito Ryu], Ohtsuka Hironori [Wado Ryu], Konishi Yasuhiro [Shindo Jinen Ryu], Kinjo Kensei e Ueshima Sannosuke [Kushin Ryu], Tomoyori Ryusei [Kenyu Ryu], Yamada Tatsuo [Nippon Kempo], Yamaguchi Gogen [Goju Kai], Nagamine Shoshin [Matsubayashi Ryu], Sakagami Ryusho [Itosu-ha Shito Ryu], ecc…

Molti credono che i pionieri dei diversi stili di karate fossero veramente guerrieri Samurai. È vero?

No, non è vero. Nonostante alcuni praticanti okinawensi come Yabu Kentsu e Hanashiro Chomo, abbiano servito la patria nell’esercito giapponese ed alcuni tra i pionieri giapponesi del Karate appartenessero a famiglie le cui radici possono essere fatte risalire a lignaggi di Samurai, i pionieri del Karate non erano Samurai.

Criteri di accreditamento

In accordo alla cultura, nell’ambito della quale il DNBK venne fondato, i criteri usati per accreditare i candidati in cerca di riconoscimenti nel Budo erano soggettivi, normalmente non era necessario nulla più di una raccomandazione [dalla persona giusta] e di una dimostrazione fisica al Butokusai [festival delle arti marziali] annuale.
Ad oggi non ci sono rimaste evidenze che spieghino adeguatamente quali criteri fossero necessari per ricevere l’accreditamento dal DNBK.

RIEVOCATORI CONTRO COMBATTENTI?
Cosa pensare delle critiche che provengono in particolare dal mondo delle MMA sul fatto che il Karate sia virtualmente inutile quando messo di fronte alla brutalità e all’imprevedibilità della violenza delle strade? Cosa pensare delle affermazioni che evidenziano come, nonostante la fiera dedizione e lealtà al maestro i karateka tradizionali siano una sorta di combattenti della domenica, che come i rievocatori medievali pongano in essere un fantasioso rituale simile ad un combattimento inoffensivo oppure si limitino a pratiche di combattimento regolamentate o ancora a scontri competitivi finti?


C’è molta verità in questa critica. Nonostante il karate tradizionale abbia prodotto molti ottimi atleti e validi agonisti nel corso degli anni, troppa enfasi è posta in rituali incongruenti e lignaggi ed etichette hanno ridotto molte tradizioni allo status di rievocazioni molto simili alle pratiche ritualizzate dei rievocatori medievali. Tristemente gli unici che non riconoscono questo stato di fatto sono gli entusiasti che affermano il contrario!

... continua ....

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Copyright © Patrick McCarthy

traduzione dall'originale inglese di: Marco Forti
Questa traduzione è stata autorizzata dall'autore (la riproduzione di questo testo è consentita solo con il consenso scritto dell'autore)