traduzione dall'originale inglese di: Marco Forti
Questa traduzione è stata autorizzata dall'autore (la riproduzione di questo testo è consentita solo con il consenso scritto dell'autore)
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Opposizione e politica
“Non c’è niente di più difficile, più pericoloso da perseguire o più incerto nelle possibilità di successo, che promuovere l’introduzione di un nuovo ordine di cose. Poiché l’innovatore ha per nemici coloro che hanno primeggiato sotto le precedenti condizioni e timidi sostenitori in coloro che potrebbero far bene sotto le nuove.”
Sfortunatamente si può affermare che un atteggiamento mentale iperprotettivo è la regola più che l’eccezione in questo settore. Detto questo è importante ricordare che “la verità non è determinata dal voto di maggioranza”, “né cambia semplicemente per mancanza di conoscenza, discredito o ignoranza”.
Trattandosi di una tradizione le cui origini e funzioni sono complicate dal mito e dal misticismo, il Karate moderno è esteriormente dominato da una diffusa mentalità ristretta e politicizzata, spesso fatta passare per salvaguardia della “purezza” di un particolare stile mentre in realtà è solo un modo per affermare l’ego, salvaguardare posizioni di potere/controllo e far soldi.
Questa animosità non ha fatto nulla per promuovere una più profonda conoscenza dell’arte e ha invece nutrito l’ipocrisia, la frammentazione e l’isolamento.
Considerato che il pensiero critico e l’eclettismo furono gli strumenti principali cui fecero ricorso i pionieri di questa tradizione, non stupisce che McCarthy Sensei abbia raggiunto questi livelli grazie alla sua capacità di pensare fuori dagli schemi “moderni”.
Ricercatori indipendenti, scrittori e giornalisti e popolari “autorità” che scrivono sul web possono influenzare la storia e la comprensione di questa tradizione in un settore completamente privo di regole.
Se da un lato i racconti di opinioni personali promuovono prospettive affascinanti, dall’altro testimonianze storiche non sorrette da evidenze probatorie, malintesi, ingenuità e presenza di secondi fini non fanno altro che destare sospetti.
È ironico che chi ha criticato McCarthy Sensei non sia mai stato in grado di fornire alcuna controevidenza a supporto delle proprie affermazioni di eresia, provando al contrario che le proprie obiezioni erano più il frutto di una sorta di obbedienza alla fede e al dogma di un certo stile che conoscenze basate su evidenze storiche.
I detrattori non sono mai andati oltre insinuazioni infondate senza essere in grado di far emergere alcuna evidenza a loro favore, mentre quelli che possono davvero fare la differenza continuano ad evitare di apportare i loro brillanti contributi.
Forse il lavoro di McCarthy Sensei è una testimonianza alla dialettica di Schopenhauer secondo cui “Tutte le verità passano attraverso tre stadi: prima sono ridicolizzate, poi violentemente contrastate ed infine accettate in quanto del tutto evidenti.”
A tal fine McCarthy Sensei incoraggia gli allievi a pensare sempre fuori dagli schemi e a cercare da soli la verità. .
Opposizione e politica
“Non c’è niente di più difficile, più pericoloso da perseguire o più incerto nelle possibilità di successo, che promuovere l’introduzione di un nuovo ordine di cose. Poiché l’innovatore ha per nemici coloro che hanno primeggiato sotto le precedenti condizioni e timidi sostenitori in coloro che potrebbero far bene sotto le nuove.”
Sfortunatamente si può affermare che un atteggiamento mentale iperprotettivo è la regola più che l’eccezione in questo settore. Detto questo è importante ricordare che “la verità non è determinata dal voto di maggioranza”, “né cambia semplicemente per mancanza di conoscenza, discredito o ignoranza”.
Trattandosi di una tradizione le cui origini e funzioni sono complicate dal mito e dal misticismo, il Karate moderno è esteriormente dominato da una diffusa mentalità ristretta e politicizzata, spesso fatta passare per salvaguardia della “purezza” di un particolare stile mentre in realtà è solo un modo per affermare l’ego, salvaguardare posizioni di potere/controllo e far soldi.
Questa animosità non ha fatto nulla per promuovere una più profonda conoscenza dell’arte e ha invece nutrito l’ipocrisia, la frammentazione e l’isolamento.
Considerato che il pensiero critico e l’eclettismo furono gli strumenti principali cui fecero ricorso i pionieri di questa tradizione, non stupisce che McCarthy Sensei abbia raggiunto questi livelli grazie alla sua capacità di pensare fuori dagli schemi “moderni”.
Ricercatori indipendenti, scrittori e giornalisti e popolari “autorità” che scrivono sul web possono influenzare la storia e la comprensione di questa tradizione in un settore completamente privo di regole.
Se da un lato i racconti di opinioni personali promuovono prospettive affascinanti, dall’altro testimonianze storiche non sorrette da evidenze probatorie, malintesi, ingenuità e presenza di secondi fini non fanno altro che destare sospetti.
È ironico che chi ha criticato McCarthy Sensei non sia mai stato in grado di fornire alcuna controevidenza a supporto delle proprie affermazioni di eresia, provando al contrario che le proprie obiezioni erano più il frutto di una sorta di obbedienza alla fede e al dogma di un certo stile che conoscenze basate su evidenze storiche.
I detrattori non sono mai andati oltre insinuazioni infondate senza essere in grado di far emergere alcuna evidenza a loro favore, mentre quelli che possono davvero fare la differenza continuano ad evitare di apportare i loro brillanti contributi.
Forse il lavoro di McCarthy Sensei è una testimonianza alla dialettica di Schopenhauer secondo cui “Tutte le verità passano attraverso tre stadi: prima sono ridicolizzate, poi violentemente contrastate ed infine accettate in quanto del tutto evidenti.”
A tal fine McCarthy Sensei incoraggia gli allievi a pensare sempre fuori dagli schemi e a cercare da soli la verità. .
... fine ventesima parte ...
Copyright © Patrick McCarthy